CIELO DI DICEMBRE


Cielo di Gennaio

Le costellazioni zodiacali che sorgono ad oriente nelle prime ore della notte sono il Cancro e, di seguito, il Leone.

A occidente invece si avviano al tramonto la piccola costellazione dell'Ariete e quella molto più estesa ma non molto appariscente dei Pesci, che potremo individuare più facilmente prendendo a riferimento il grande quadrilatero di Pegaso.

Sopra il suo vertice più alto sull'orizzonte è ancora ben visibile Andromeda con l'omonima galassia. Proseguendo oltre Andromeda troviamo altissimo in cielo, quasi allo Zenit, il Perseo, e appena più un basso, sopra i Gemelli, l'Auriga, facilmente riconoscibile per la sua forma a pentagono.

La stella più luminosa dell'Auriga è Capella, termine che in latino significa "capretta". La mitologia vi riconosce infatti Amaltea, la capra con il cui latte fu nutrito Zeus. Tornando al di sotto della fascia zodiacale, a Sud-Ovest le estese costellazioni - ma prive di stelle brillanti - della Balena e dell'Eridano precedono il Grande Cacciatore, ossia la protagonista incontrastata del cielo invernale: la costellazione di Orione.

Di quest'ultima rammentiamo la nomenclatura delle stelle più brillanti: ai vertici del quadrilatero che ne disegna le spalle e le ginocchia, troviamo in alto Betelgeuse e Bellatrix, in basso Rigel e Saiph. Le tre stelle allineate che ne rappresentano la cintura sono, da sinistra a destra, Alnitak, Alnilam e Mintaka.

Da non perdere un'osservazione con un telescopio, ma è sufficiente anche un binocolo, per ammirare nella spada, poco sotto la cintura, la grande nebulosa M42.

Il cacciatore Orione è accompagnato in cielo dai suoi due cani, le costellazioni del Cane Maggiore, dove troviamo Sirio, la stella più brillante del cielo invernale, ed il Cane Minore, dove brilla un'altra stella facilmente identificabile: Procione.

Chiudiamo il tour della volta celeste rivolgendo lo sguardo verso Nord: attorno alla Stella Polare nell'Orsa Minore, riconosciamo in senso antiorario Cassiopea, con l'inconfondibile forma a "W", la più evanescente Cefeo, il serpeggiante Dragone, l'Orsa Maggiore e la Giraffa.

Note:(*)
Lo Zenit è il punto più alto della sfera celeste, proprio sopra la nostra testa: per la definizione geometrica è il punto di intersezione tra la retta verticale passante dal punto di osservazione e la sfera celeste.
(**) L'eclittica è il percorso apparente del Sole nell'arco dell'anno lungo la volta celeste; geometricamente, è l'intersezione tra quest'ultima e il piano dell'orbita terrestre.

Il Sole

For more data go to http://sdo.gsfc.nasa.gov/data/

Si trova nella costellazione del Sagittario fino al giorno 20 gennaio, quando passa nella costellazione del Capricorno.


• 1 gennaio: il sole sorge alle 7.40; tramonta alle 16.51

• 15 gennaio: il sole sorge alle 7.38; tramonta alle 17.05

• 31 gennaio: il sole sorge alle 7.26; tramonta alle 17.25


La durata del giorno aumenta di 48 minuti dall'inizio del mese.
(Gli orari indicati sono validi per una località alla latitudine media italiana).



Il 5 gennaio alle ore 08 la Terra si troverà al perielio, cioè alla minima distanza dal Sole, pari a 147.091.475 km..

LA LUNA

FASI LUNARI GENNAIO 2019

.
DATA ...... ...... .. FASE .. ...ORARIO

03/01/2020 . .. . ... PRIMO QUARTO . .... .. .... ....20h21m

10/01/2020 ..............LUNA PIENA.......................14h 34m

17/01/2020 ...... .. . ULTIMO QUARTO.. .. .. .. .. .. 13h .58m

24/01/2020 ..............LUNA NUOVA......... .............22h 42m















Pianeti

Mercurio: il 10 gennaio il pianeta è in congiunzione con il Sole. E' quindi impossibile osservarlo nelle prime settimane dell'anno. Tuttavia Mercurio si eleva abbastanza velocemente sull'orizzonte e negli ultimi giorni del mese, quando tramonta oltre un'ora dopo il Sole, c'è la possibilità di riuscire ad individuarlo basso, ad ovest, tra le luci del crepuscolo serale.



Venere: il pianeta più luminoso consolida il suo predominio nel cielo serale, ritardando sempre più l'orario del suo tramonto. Alla fine di gennaio Venere tramonta quasi tre ore e mezza dopo il Sole. Possiamo quindi osservarlo sempre più a lungo nelle ore serali, sull'orizzonte occidentale. Venere inizia il 2020 nella costellazione del Capricorno, l'11 gennaio fa il suo ingresso nell'Acquario che attraversa quasi per intero fino ad avvicinarsi al limite con la costellazione dei Pesci.


Marte: il pianeta è osservabile e Sud-Est poco prima dell'alba. In questo periodo sarà interessante confrontare i due astri più noti per il loro colore rosso, accomunati anche dal nome: Ares, dio della guerra per i Greci, ovvero Marte per i romani, e la stella Antares (anti – Ares, un rivale di Marte nel primeggiare nell'inconfondibile colorazione). Il 7 gennaio Marte entra nello Scorpione, la cui stella più luminosa è appunto Antares. Il transito dura pochi giorni, già dal 16 gennaio il pianeta si sposta nella costellazione dell'Ofiuco.



Giove: il pianeta gigante è reduce dalla recente congiunzione con il Sole, pertanto è impossibile osservarlo nel corso delle prime settimane dell'anno. A fine mese ricompare nel cielo del mattino e lo si può cercare molto basso sull'orizzonte a Sud-Est, dove sorge poco prima del Sole. Giove si trova nella costellazione del Sagittario, dove rimane per quasi tutto l'anno.



Saturno: il 13 gennaio il pianeta è in congiunzione con il Sole, e rimane pertanto inosservabile per tutto il mese. Alla fine di gennaio riappare al mattino presto, ma è ancora vicino al Sole e molto basso in cielo, più vicino all'orizzonte rispetto a Giove. E' praticamente impossibile riuscire ad individuarlo nella luce dell'alba. Saturno si trova nella costellazione del Sagittario, vicino al limite con il Capricorno.



Urano: il pianeta culmina a Sud nel corso delle prime ore della sera. Lo si può quindi osservare agevolmente, molto alto in cielo nella prima parte della notte. Intorno alla mezzanotte Urano si trova invece molto basso sull'orizzonte in direzione Ovest. Dato che la luminosità di Urano è prossima al limite della visibilità occhio nudo per poterlo osservare agevolmente è consigliabile l'uso del telescopio. Urano inizia l'anno 2020 spostandosi lentamente con moto retrogrado nella costellazione dell'Ariete. Dall'11 gennaio il movimento torna diretto.



Nettuno: il pianeta è ancora osservabile per breve tempo sull'orizzonte occidentale, poco dopo il tramonto del Sole. Lo si trova sempre più basso in cielo e l'orario del suo tramonto anticipa giorno dopo girono. Le condizioni di osservabilità sono simili a quelle di Venere (che però è estremamente più luminoso) e con cui si trova in congiunzione il 27 gennaio. La debole luminosità di Urano lo rende inaccessibile all'osservazione ad occhio nudo: è quindi necessario l'uso del telescopio per individuarlo. Anche nel 2020 Nettuno rimane per tutto l'anno nella costellazione dell'Acquario, dove è entrato nel 2011, e che lo ospiterà fino al 2022.



Plutone
La IAU (International Astronomical Union), ha istituito (giugno 2008) la classe dei Plutoidi. Abbiamo comunque ritenuto opportuno mantenere nella nostra rubrica Plutone, capostipite di questa nuova categoria di membri del sistema solare.

Plutone è inosservabile: il 13 gennaio si trova infatti in congiunzione con il Sole, lo stesso giorno della congiunzione Sole – Saturno. Solo fra alcune settimane farà ritorno nel cielo del mattino: a causa della sua luminosità estremamente bassa prima di riuscire ad osservarlo con il telescopio sarà necessario attendere che si trovi sufficientemente alto sull'orizzonte orientale, prima della comparsa delle luci dell'alba. Plutone rimane ancora nel Sagittario, costellazione che lo ospiterà fino al 2023.

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